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Landeskunde & Bildung >> Präsentationen und Inventare >> Mittelalter und Frühe Neuzeit (bis ca. 1803/06) >> Da Mantova al Württemberg: Barbara Gonzaga e la sua corte >> Le lettere di Barbara Gonzaga

Le lettere di Barbara Gonzaga

Lo stretto legame che Barbara curava, nonostante le distanze, con i suoi genitori e con le sue sorelle emerge soprattutto dalla sue lettere, circa settanta, che lei ha scritta per la maggior parte dal Württemberg alla sua famiglia a Mantova. Tra queste lettere di tutte le diverse stazioni della vita:lei scrive già da ragazzina presso la corte dei genitori, cosi come del suo viaggio di nozze compiuto da diciottenne sulla strada verso il lontano Württemberg, come giovane contessa e più anziana duchessa del Württemberg dalle sue residenze a Urach e Stoccarda e infine da vedova dalla sua residenza vedovile a Böblingen. Scrive quasi esclusivamente in italiano, raramente – e dunque ufficialmente – in latino e solo eccezionalmente in tedesco. Queste lettere di Barbara sono sempre di più impregnate della sua nostalgia per la vecchia patria e del suo desiderio di rivederla. Ma i suoi ultimi tentativi da vedova di tornare a Mantova falliscono poco prima della sua morte. Il fatto che queste lettere siano arrivate a noi in tale impressionante copiosità è senz'altro dovuto al tesoro meravigliosamente custodito dell'archivio di famiglia dei Gonzaga, che è conservato oggi presso l'Archivio di Stato di Mantova. La scelta qui presentata vuole far parlare Barbara stesse nelle sue diverse tappe della vita. I testi recitati permettono nell'originale in italiano e in una cauta trasposizione in lingua tedesca di avvicinarsi ad una personalità impressionante e al suo modo di vivere, che permettono di riconoscere sia il suo destino individuale, sia l'ambente di corte da lei influenzato. Le lettere di Barbara offrono una ricchezza linguistica e di contenuti che disegnano non da ultimo anche una nuova, esemplare immagine del transfer culturale e di comunicazione tra l'Italia settentrionale e la Germania meridionale all'epoca del Rinascimento.

Le lettere sono recitate da:

Mariangela Toso, Irene Fechau

Moderazione: Cesare Ghilardelli

Redazione, Transcrizione e traduzione:
Christina Antenhofer, Axel Behne, Daniela Ferrari, Cesare Ghilardelli, Jürgen Herold, Annekathrin Miegel, Martin Miller, Peter Rückert

Dal CD "Barbara Gonzaga e la sua corte – Lettere e musica"
© Staatliche Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Stuttgart und Landesarchiv Baden-Württemberg 2011



Cover Barbara Gonzaga



Barbara Gonzaga scrive alla madre Barbara del suo viaggio da sposa

Brief an Mutter

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1474 giugno 15, Trento lettera su carta, 15,0 x 21,0 cm, ASMn AG, b. 2102, cc. 86-87

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Dopo alcuni giorni di viaggio il corteo di Barbara ha raggiunto Trento. Lei scrive quasi quotidianamente ai suoi genitori, soprattutto alla madre, del viaggio e del suo stato. Ora la intristisce la nostalgia della madre e la tristezza per l'addio alla famiglia, anche se le sue accompagnatrici cercano continuamente di mantenere il suo buon umore. In una postilla ringrazia ancora per i regali che ha ricevuto durante il tragitto per alleggerirle il viaggio.



Barbara si felicita con la duchessa Margarethe von Württemberg per la nascita di suo nipote

Brief an Margarethe

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1478 settembre 28, Urach lettera su carta, 17,0-17,5 x 26,0-26,5 cm, HStA Stuttgart A 602 Nr. 260

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La figlia di Barbara ed Everardo, la piccola "Barbarina" morì sei mesi dopo la nascita. Altri figli non arrivarono, motivo per cui lei stessa soffrirà come anche la sua relazione con Everardo. Gli eredi della casa Württemberg-Urach mancarono e più tardi si dovettero seguire i rispettivi regolamenti per l'eredià. Dall'altra parte, nella casata Württemberg-Stuttgart, dove ancora regnava il conte Ulrico V, zio di Everardo, ci si rallegra nel settembre del 1478 per la nascita di un nipote. Barbara invia i suoi auguri alla consorte del conte Ulrico, Margarethe di Savoyen e si felicita di cuore con lei per la nascita del figlio di Helene, figlia di Margarethe.



Barbara invita suo fratello Federico a Stoccarda

Brief an Bruder

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1483 agosto 27, Stoccarda lettera su carta, 15,5 x 22,0 cm ASMn AG, b. 514, c. 112

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Dopo la morte a Mantova di entrambi i genitori (rispettivamente nel 1478 e nel 1481) Barbara è sempre in stretta corrispondenza con il fratello più grande Federico, che è ora marchese reggente. É uno scambio continuo di attenzioni, regali e gentilezze tra le due corti. Federico desidera in regalo da lei un libro sulla leggenda di San Federico, il suo santo patrono. Purtroppo la sua ricerca del libro è stata finora infruttuosa anche ad Augusta e Norimberga, due grandi città con fornitissimi mercati di libri; può però invitare il fratello a Stoccarda ad un grande torneo e spera di rivederlo presto.



Barbara vuole vestiti nuovi da Mantova

Brief Kleider

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1483 November 5, Stuttgart Ausfertigung, Papier, 29,6 x 23,0 cm ASMn AG, b. 514, c. 114

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Anche dopo alcuni mesi di intense ricerche la leggenda di San Federico non si trova. Barbara intende proseguire la ricerca e nel frattempo chiede al fratello Federico di mandarle un tessuto particolarmente prezioso per un abito da indossare al prossimo torneo. Le splendide stoffe italiane e l'abbigliamento di Mantova sono molto importanti per lei, ma ancor di più le preme mantenere uno stretto contatto con la famiglia, che le può soddisfare questi desideri.



Barbara si rammarica per la sorella Paola

Brief Paola

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1487 maggio 1, Stoccarda lettera cu carta Tiroler Landesarchiv Innsbruck, Sigmundiana 4a.029.022

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Paola, la sorella minore di Barbara, era stata data in moglie qualche anno dopo al conte tirolese Leonardo di Gorizia. Questo matrimonio la rende infelice e per questo si rivolge spesso alla sua famiglia a Mantova in cerca di aiuto. Anche Barbara è a conoscenza del destino umiliante della sorella e cerca di consolarla, raccontandole della sua scomoda situazione alla corte del Württemberg, e contemporaneamente chiede ai fratelli di dare aiuto alla sorella minore. Purtroppo Barbara non può farle visita, nonostante ne abbia già pregato ripetutamente il marito, ma contro la volontà di Everardo lei non può nulla. Se lei potesse scegliere di sua volontà, non potrebbe trovar maggior conforto, che nell'andare da lei e compiere il suo dovere di sorella nei confronti di Paola. Così non può che suggerirle di essere di buon animo e di affidare la sua speranza a Dio misericordioso. Lui è l'unico che può aiutarla, se lei Lo invoca con buon cuore.



Barbara brama di tornare in patria

Brief Barbara Rückkehr

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1496 ottobre 23, Böblingen lettera su carta, 31,0 x 21,8 cm ASMn AG, b. 514, c. 203

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Da vedova Barbara cerca di rafforzare il legame con la sua famiglia di origine. Lei ha scritto al nipote, il marchese Francesco Gonzaga e si è rallegrata particolarmente per una parte della lettera della marchesa Isabella d'Este che le esprime conforto. Ora scrive di un nuovo della sua intenzione di giungere a Mantova. Il tono della lettera tradisce una profonda nostalgia e sottolinea il desiderio di tornare "nella sua patria, nel suo nido". Barbara prega il marchese di Mantova soprattutto di intercedere presso l'imperatore affinché il nuovo duca del Württemberg, Everardo II, rispetti i suoi diritti territoriali.



Barbara ringrazia Isabella d'Este

Brief Isabella

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senza data [1497] lettera su carta, 21,7 x 22 cm, ASMn AG, b. 514, c. 208

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La marchesa di Mantova Isabella d'Este, moglie di Francesco e nipote di Barbara, aveva affettuosamente interceduto per il ritorno di Barbara in seno alla famiglia a Mantova. Tuttavia Barbara ora rifiuta, almeno per il momento, poiché dei buoni amici le avevano consigliato di rimanere ancora nel Württemberg. Si stanno delineando nuovi sviluppi politici che rendono più tollerabile la situazione di Barbara. In particolare è diminuita la pressione esercitata dal nuovo duca Eberhard II, che pare dovrà essere neutralizzato e deposto.
La lettera è chiusa con il suo nuovo sigillo, che lei si era fatta preparare come duchessa di Württemberg e che usa anche come vedova. La sua firma: barbara ducissa wirte(m)b(er)g(ensis) et teck marchionissa mantue.